% SOPRATITOLO - Analogie e differenze tra i protagonisti delle piazze. % TITOLO - I ``professori di firenze'', i girotondi e i Forum Sociali. % Autori: Luca Sguanci, Valentina Lapolla e Daniele Marcucci. "\emph{Resistere, resistere, resistere}", è l'appello lanciato il 12 gennaio dal procutaore di Milano, Francesco Saverio Borrelli, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. Da quella data molte espressioni di indignazione all'interno della società civile si sono succedute: la manifestazione dei ``professori'' di Firenze del 24 gennaio, i girotondi intorno ai palazzi di Giustizia culminati con la "giornata della legalità" svoltasi Palavobis di Milano, il girotondo per la difesa della RAI di domenica 10 marzo.\\ \par I protoganisti delle piazze sono accomunati da uno stesso sdegno emotivo provocato dai modi e dagli atti del governo Berlusconi: l'arroganza, la mancanza di senso dello stato e delle regole democratiche, la spregiudicatezza nel confondere interessi privati e pubblici.\\ La molla è scattata quando si è cercato di interferire e condizionare l'operato della magistratura. La figura di B.,infatti, capo dell'esecutivo, ha di fatto accentrato su di sé anche il potere legislativo, data la maggioranza su cui può sempre contare in parlamento: l'indipendenza dei tre poteri della democrazia (esecutivo, legislativo e giudiziario) si è vista dunque minata alle fondamenta, per cui si è avvertita l'urgenza della difesa della giustizia quale ultimo baluardo delle istituzioni democratiche.\\ In questo contesto si può capire il clamore sollevato intorno alla consueta lottizzazione della RAI che stavolta ha finito col consegnare nelle mani di B. le sei principali reti televisive nazionali. L'indipendenza del quarto potere, l'informazione, già pesantemente controllata dal Presidente del Consiglio (vedi Mediaset, gruppo Mondadori etc) risulra adesso gravemente compromessa .\\ Il movimento dei professori e i girotondi intorno alla RAI e ai Palazzi di Giustizia, sono diretta espressione di quella parte di società civile che non si riconosce, e non vuole riconoscersi, in un regime fatto di consumi e guadagni facili, di una tv che tenta di convincere che quello a cui assistiamo ogni giorno (la sfacciata arroganza, il ribaltamento della verità, la menzogna, il mito del denaro, la totale deregolamentazione in nome di una falsa libertà, la banalizzazione delle parole e del dialogo, la mancanza di criticità) siano l'immutabile e ``naturale ordine delle cose''.\\ (Inutile a questo punto ribadire lo sdegno per un confiltto di interessi cui, con la legge Frattini, ``si toglie il conflitto e si lascia l'interesse''.)\\ I portavoce di turno di questa mobilitazione hanno sempre rivendicato per sé un ruolo di analisi e stimolo critico senza voler sostituire la struttura politica dei partiti cercando, allo steso tempo, un dialogo e un confronto con la sinistra istituzionale (incontro con Massimo d'Alema del 25 febbraio a Firenze). L'intento dichiarato è quello di colmare la distanza tra una parte della società civile e la sua rappresentanza politica.\\ ``\emph{Se non ora quando?}'' Quando dare sfogo all'indignazione per tutto questo? Quando prendere coscienza della gravità delle controriforme in atto in materia di lavoro (delega all'Articolo 18 e smantellamento dello Statuto dei Lavoratori), sanità (il tentativo strisciante di aumentare il divario nella fruizione di servizi primari), istruzione, tutte volte all'accentuazione delle disuguaglianze tra ricchi e poveri, nord e sud del paese, cittadini italiani e immigrati? \par ``\emph{Non può continuare così}'' a livello mondiale, dice Paul Ginsborg, uno dei portavoce dei professori: non si può continuare con l'acuirsi del divario tra Nord e Sud del mondo, tra chi è sempre più ricco e chi ogni giorno diventa sempre più povero, causato da rapporti economici fortemente impari propri di un modello neoliberista spinto; non si può continuare con lo sfruttamento illimitato di risorse e persone e con i gravi danni che stanno sconvolgendo i delicati equilibri naturali.\\ Questo è il secondo tema di riflessione che porta al diretto confronto con i \textbf{Forum Sociali}, luogo di riferimento e di dibattito per tutti coloro che vogliono tentare di cambiare l'attuale modello di sviluppo (incontro dei professori con Vittorio Agnoletto, Firenze, 11 Marzo).\\ Il movimento del Social Forum raccoglie e allo stesso tempo rafforza tutti quei movimenti (da .. a ...) che si contrappongono, con la forza delle loro differenze di luoghi, di modi e riferimenti culturali, ai nemici comuni individuati nel modello neoliberista, nella guerra e in ogni forma di terrorismo. Il modello neoliberista ha bisogno, per definizione, di conquistare sempre più nuovi mercati e consumatori; la guerra diviene allora strumento necessario del nuovo colonialismo che tenta di estendere l'attuale modello di sviluppo occidentale e di impossessarsi di materie prime e di fonti energetiche per soddisfare i sempre crescenti fabbisogni. E la guerra è fonte di povertà, morte e umiliazione: le guerre sono il terreno di coltura ideale di ogni forma di terrorismo. \par Il porre fine al disarmo e alla subalternità nei confronti del modello di sviluppo oggi dominante richiede l'elaborazione di una cultura che gli si contrapponga.\\ E' proprio nel momento dell'elaborazione di nuove idee e progetti che vadano oltre il lamento rassegnato, che possono confrontarsi e arricchirsi l'un l'altro i due movimenti (il Social forum e ``la società civile riflessiva'') così diversi per retroterra culturali e ruolo nella società.